Laboratori e produzioni

EDUCA-TEATRO

Il teatro funge da strumento socio-pedagogico per istituzioni formali e non, finalizzato ad una collaborazione educativa volta all’incremento formativo-culturale delle persone attraverso l’esperienza magica dello spazio teatrale.
Trattasi di un laboratorio che verrà cucito su misura in base ai partecipanti e alla loro particolarità e specificità.
Si accentuerà, attraverso la pratica, …

SEMIOTICA DELL’ATTORE

Si tratta di un laboratorio dinamico sul saper-fare dell’attore nei panni dell’operatore di linguaggio il quale compie atti-linguistici verbali e non. Attraverso il suo corpo-mente egli escogita soluzioni espressive che vanno oltre le generalizzazioni del linguaggio cristallizzato ed omologante.
È necessario, attraverso il dubbio socratico, andare al di là dei …

Ogni laboratorio porta un nome metaforico che serve a dare un’idea generale sul lavoro che andremo a fare all’interno dei vari laboratori; questo però non significa che i testi e le opere che andremo ad utilizzare siano le stesse del titolo del laboratorio. Ognuno avrà dei testi con cui lavorare alla propria ricerca in relazione ad un progetto ideato per la tipologia di laboratorio con il quale mettere in gioco tutte le risorse potenziali del corpo-mente attraverso un’orchestrazione interattiva di atti-performanti e visuali impensabili e non replicabili, ognuno con una sua radicale eccentricità di gruppo, distanti da qualsiasi analogia. Ogni laboratorio ha e crea la sua storicità e memoria legate alla corporeità singola e collettiva elaborata in ogni collettivo al netto da ogni generalizzazione.

Sono laboratori suddivisi per fasce di età, per andare incontro alle esigenze tipiche di un determinato gruppo di persone che affrontano una fase evolutiva che li accomuna, almeno all’inizio, agli altri coetanei. 

La pratiche messe in atto in questi corsi sono il frutto di una sintesi di diverse discipline artistiche e psico-educative con cui Fabio Angelo Bisceglie ha formato la sua ricerca artistica e pedagogica, come l’utilizzo di: tecniche vocali, tecniche di canto, danza, tecniche di lettura, di recitazione, legate al movimento, tecniche d’immaginazione e memoria, insieme a tecniche proprie della  sensorialità ed emotività, intelletto e de-pensamento, strumenti musicali, quindi musica, tempo e ritmo, disegno, pittura, scultura, yoga, tai chi, meditazione, qi gong, esercizi d’attenzione, concentrazione, split dell’attenzione, ginnastica e respirazione.

Il Teatro ad oggi, può essere un luogo di resurrezione, uno spazio di linguaggio e di spirito per i corpi, i quali troverebbero un modo di lavorare il divenire, generando sacralità-pratica lavorando a cavallo tra passato e futuro. Il motore di tutto questo parte dalla volontà di mettersi in discussione e alla prova, per produrre degli atti trasformativi senza alcuna scorciatoia, ossia affrontando con coraggio d’angoscia e spaesamento esistenziale, che risultano essere dei materiali necessari per il cambiamento. 

Il Teatro è lo spazio simbolico, per eccellenza, dell’altrove, dove la realtà desertica nichilista perde di potere, e cosi dando il tempo giusto per produrre significanti orientativi durante le fasi cicliche e metamorfiche della vita: sì perché a mio parere l’arte ha più a che fare con il destino che con il piacere!

Per la sostenibilità dell’Essere Umano 

Si tratta di Laboratori e produzioni impostati come riti metaforici di passaggio, al quale gli esseri umani sono assoggettati nel reale della loro vita; essi sono come delle fasi antropologiche con cui gli individui e le collettività sviluppano le loro essenzialità simboliche. 

L’epoca complessa che stiamo vivendo, soffocata dal sintomo della precarietà dagli effetti angosciosi, colpisce svariati temi, come: l’ecologia, il sociale, la politica, l’economia, il lavoro, la cultura, la religione… Ogni discorso è in stato di assedio e di corrosione dagli agenti del nichilismo e dall’ossessione del profitto a tutti i costi. Il concetto di resistenza verso tutto questo è il termine sostenibilità. 

La specie umana non sta vivendo in una situazione sostenibile, e credo sia necessario agire prima di tutto in una sfera interiore di consapevolezza e di analisi della propria vita, nell’accezione psicofisica qualitativa ed evolutiva.

Gli attrezzi di lavoro per osservarsi dall’esterno di sé stesso sono quelli propri del Teatro. Questo in effetti ha un sua predisposizione innata verso la conoscenza e la coscienza in merito agli Esseri di Linguaggio: è come un laboratorio delle causalità e degli effetti che i corpi e lo spirito attuano, con la capacità di superare concezioni prettamente psicologiche e deterministiche per così entrare in una ambito più metafisico.

Ogni ricerca su cui l’attenzione di un gruppo si accende, porta in sé la possibilità di germogliare, di divenire atto per-formativo, però questo è valido, se e solo se, il lavoro e gli stessi praticanti, matureranno una reale necessità oggettiva di mettere in scena un atto per-formativo che abbia una risonanza, una emanazione verso l’esterno.

Si perché obbiettivo principale in questa modalità di lavoro consiste nella capacità di convogliare le arti nel contenitore espressivo dell’arte scenica per creare delle prassi catartiche rigenerative e metamorfiche che conducano a degli sviluppi evolutivi di sostenibilità del essere umano, e non, al solo intento di produrre per produrre, per il ludico piacere svagante senza impegno e senza domande, non si trattata d’intrattenimento e neanche di non pensare, si tratta di un lavoro che abbai a che fare con la forza della volontà ed il fuoco del desiderio in merito alle possibilità e le risorse inconsce essenziali e reale. In sintesi, si tratta, di percorsi di significato, con cammini educativi propedeutici alla continuità dell’umanità.

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